Lunedì, 30 Gennaio 2017 09:37

LA GIORNATA DELLA MEMORIA - Testimonianze in Apro Formazione

In occasione della Giornata della Memoria presso la sala conferenze Slizza dell’Apro Formazione Professionale si sono tenuti due incontri organizzati con il contributo della fondazione Camis De Fonseca di Torino.

Il primo è stato l’11 gennaio con Aldo Liscia, che ha vissuto sulla sua pelle le leggi razziali e le persecuzioni contro gli Ebrei. Nato nel 1921 ad Antignano, nel 1938 venne espulso dal Liceo Scientifico di Livorno perché era ebreo. Successivamente, raggiunse la Svizzera per evitare deportazioni e ottenne una borsa di studio che gli permise di laurearsi in ingegneria chimica nel 1946.

Dopo la guerra, rientrò in Italia e si laureò anche a Torino, entrando a far parte del progetto di ricerca nucleare italiano. Nel 1968 divenne cavaliere della Repubblica Italiana. Nel secondo incontro che ha avuto luogo il 20 gennaio, Susanne Raweh ha raccontato la sua vita agli studenti.  Nel 1942, all’età di quattro anni, fu rinchiusa in un campo di deportazione in Transnistria e allontanata dai genitori.  Nel suo racconto la Storia che studiamo sui libri si interseca con la sua storia personale. Durante l’incontro racconta agli allievi la dura vita dei campi, in cui i prigionieri dovevano lavorare senza sosta, spaccando pietre e la quotidianità era segnata dalla fame, dalla fatica e dalla paura di essere destinati alle camere a gas. Particolarmente commovente è il momento in cui Susanne incontra la madre:

” Quando ritrovai mia madre, stanca, lacera, le dissi che prima doveva lavarsi. Credo che avesse pianto per il mio rifiuto iniziale. Non ci siamo abbracciate mai più fino a quando è morta”.

Susanne fu salvata da Alfred Grube, un ingegnere inviato sul fronte orientale a costruire ponti per l’esercito tedesco che cercò di aiutare gli ebrei del campo.

Dopo un periodo sotto il regime comunista in Romania, la famiglia Raweh partì per Israele, mentre Susanne ora vive a Torino.  Dopo la laurea in psicologia, nel 1989, ha iniziato a esercitare il mestiere di psicoterapeuta aiutando i sopravvissuti della Shoah a cercare di superare il dolore atroce che ha segnato le loro vite.

Susanna Raweh racconta la sua storia nelle scuole, perché vuole che orrori come la Shoah non si ripetano. La sua storia è diventata un libro per bambini intitolato “La storia della nonna bambina”.

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